mercoledì 30 settembre 2009

Mamme distratte e avvisi scolastici

mercoledì, 30 settembre 2009

non so da voi, ma nell'asilo (ops, scuola materna) di Ariel, gli avvisi sono affissi in bacheca, così essendo Lellella una mamma sempre di corsa e ultimamente anche piuttosto distratta, la maggior parte delle volte gli avvisi non vengono assolutamente letti. Ovviamente questo comporta tutta una serie di spiacevoli inconvenienti soprattutto quando tali avvisi contengono indicazioni orarie.
Ariel, infatti fa psico-motricità (che parolona per dire ginnastica) il mercoledì, ma essendo lei un'anticipataria (è nata a gennaio), non la fa con la sua classe alle 10.35, ma con i mezzani-grandi alle 8.50...e tutto questo era scritto in bacheca.
Ma questo piccolo particolare a Lellella era sfuggito.

casa ore 9.15
"Ariel sei pronta, hai messo le scarpe da ginnastica?" chiede Lellella mentre cerca di infilare il giubbino al Piccolo Principe (perchè la cara Giusy il mercoledì mattina non viene)
"sì mamma, sono pronta" risponde Ariel materializzandosi al fianco di Lellella
"perfetto! Usciamo"

scuola materna ore 9.30
"meno male Ariel, siamo arrivati in orario" dico sospirando alla piccola
"non direi proprio!" dice una voce alle loro spalle, " Ariel dovrebbe essere già in palestra a fare psico-motricità!" dice con tono di rimprovero la maestra Erika, e ancora, rincarando la dose "signora, non l'ha letto l'avviso, è in bacheca da più di una settimana!".
"e adesso?! vuol dire che non faccio la ginnastica?" chiede quasi piangendo la dolce Ariel
Mamma Lellella, ha sentimenti contrastanti, da una parte vorrebbe scomparire, sprofondare nel pavimento, dall'altra trasformarsi nell'incredibile Hulk e menare la "cattiva maestra" senza cuore
"bisogna parlare con la maestra Anna" risponde la terribile maestra Erika alla bambina, e poi rivolgendosi a mamma Lellella continua "insomma la bacheca si guarda!"
"ascolti, abbia pazienza, ma non ci ho proprio fatto caso, sa, ho un bimbo piccolo..." dico cercando di scusarmi, ma implacabile la maestra Erika, non accetta scuse "tutti hanno i propri problemi, ma gli avvisi devono essere letti! Non pretenderà che mi metta qui a fare la portinaia"
Beh, ecco, cara maestra Erika, non dico che dovrebbe fare la portinaia, ma un minimo di accortezza potrebbe averla, e magari accertarsi che gli avvisi vengano letti, è esattamente questo quello che penso, ma dalla mia bocca esce: "ci mancherebbe, è colpa mia, farò più attenzione!" dico cospargendomi il capo di cenere
"va bene, vediamo cosa si può fare" dice rabbuonendosi la terribile Erika "coraggio Ariel, vieni con me in palestra, e mi raccomando per settimana prossima" dice andandosene mano nella mano con Ariel
"certo, certo"

Non c'è che dire, il low profile vince sempre, ha ragione l'avvocato!



domenica 27 settembre 2009

Il battesimo

domenica, 27 settembre 2009

ore 6.15
l'avvocato entra in camera sbuffando"ricordami perchè abbiamo deciso di ospitare tutti noi" ringhia tornando a letto, ma Lellella è incapace di rispondere, i suoi neuroni chiedono pietà, è stanca e la giornata è ancora lunga
ore 7.30
effettivamente la casa assomiglia più ad un centro di prima accoglienza che ad una abitazione, compresa la fila al bagno
ore 8.00
orrore! l'acconciatura è un disastro
ore 10.45
a pranzo aspettiamo altre sette persone, e non c'è ancora nulla di pronto
ore 11.30
il Piccolo Principe passa di braccia in braccia, è troppo esaltato e dovrebbe dormire per evitare di essere noioso dopo sia in chiesa che al ristorante.

Considerate le promesse la riuscita della giornata è sicuramente minima.

Ma...poiché l'unione fa la forza:
1: nonna Fiore e nonna Erre hanno improvvisato un ottimo pranzo
2: nonno John e nonno Saro, insieme all'avvocato, hanno ricomposto la casa
3: la tia spagnola si è occupata sia di Ariel che del Piccolo Principe, riuscendo anche ad addormentarlo
4: la parrucchiera, nonché cara amica, ha risistemato l'acconciatura
5: è una bellissima giornata, c'è il sole ed è anche caldo

Ed effettivamente tutto è andato bene!
Il Piccolo Principe, vestito da ometto, sembrava un bambolotto ed è stato bravissimo sia durante la cerimonia dove ha solo mugugnato solo quando gli hanno bagnato la testolina, che al ristorante.
Grazie ad una così bella giornata, si è potuto fare tante foto all'aperto.
Al ristorante si è stati bene, si è mangiato altrettanto bene e la dolce Ariel è stata lodata da tutti mentre girava per i tavoli con i confetti.

Insomma, è stata proprio una bella giornata, ma poi, infondo, non è questa la magia della famiglia?



sabato 26 settembre 2009

Un sabato di ordinaria follia

sabato, 26 settembre 2009

manca un giorno al battesimo del Piccolo Principe e l'allegra famiglia La Massa oggi ha un'enormità di cose da fare
ore 7.45 sveglia (in realtà mamma Lellella stava già allattando)
ore 8.00 tutti in cucina a fare colazione, perchè il sabato la colazione tutti insieme, modello mulino bianco, è un rito.
ore 8.30 inizia la fila al bagno (perchè in casa si ha un bagno solo, ahimè)
ore 9.15 capricci per vestirsi
"mamma, papà mi vuole mettere i pantaloni, ma io voglio la gonnellina, mi avevi promesso che oggi mettavamo la gonnellina, uffa!!, mamma, ma io sono una femminuccia! mamma, devo mettere la gonna, alla scuola metto tutti i giorni i jeans, almeno il sabato..."
e via di questo passo finché l'avvocato stremato irrompe nella camera dove Lellella si sta occupando della toletta del piccolino, con in mano una gonna a pieghe di circa un anno e 2 taglie fa, "le metto questa?" chiede
"ehm, no, questa è troppo piccola" dice Lellella e vedendo già lo smarrimento negli occhi del marito prosegue "aspetta, vesto io Ariel, tu occupati del Piccolo Principe"
"grazie, lo sai come odio metterle i collant" risponde l'avvocato baciandomi
ore 9.45 la famiglia La Massa, lavata, pettinata e profumata esce di casa, prima tappa Mc Donald's per la festa di compleanno di Giorgio, compagno dell'asilo.
ore 10.10 Mc Donald's Ariel entra spavalda, saluta tutti, salvo poi accorgersi di essere l'unica femmina
ore 10.10 e trenta secondi "ciao" i coniugi La Massa salutano gli altri genitori e registrano che la loro figlia è l'unica femmina della festa.
ore 10.12 preoccupazioni femminili
"mamma, ma sono l'unica bambina, e loro fanno giochi da maschi!, guarda, si pestano e fanno gli sciocchini" si lamenta Ariel
"e tu lasciali perdere, tanto adesso arriva l'animatrice a farvi giocare" risponde la mamma
"e poi tra poco mangiate" aggiunge l'avvocato
ore 11.30 finita la festa, salutati tutti, i nostri eroi si fiondano al supermercato per la noiosa ma inevitabile spesa settimanale
ore 12.45 dopo aver litigato con una coppia di anziani signori che pretendevano di passare davanti, i nostri eroi escono dal super (ma perchè gli anziani signori fanno la spesa il sabato?)
ore 13.20 si pranza
ore 13.50 drin, telefono
"ciao F. sono la mamma, partiamo adesso, per le 16.30 massimo siamo da voi" comunica nonna Fiore
"va bene mamma, a dopo" risponde l'avvocato piuttosto sbrigativo.
ore 13.55 drin, telefono
"ciao Lellella, sono la mamma (e ridagli), gli zii chiedono a che ora possono venire a trovarvi e papà a che ora dovete essere in chiesa
"mamma, proprio non saprei, tra meno di mezz'ora devo essere dall'estetista, poi vado dalla parrucchiera e alle 18.00 dobbiamo essere in chiesa, ah, e poi verso le 16.30 arrivano Fiore e John" rispondo esasperata
"e certo, ti riduci sempre all'ultimo secondo! Comunque facciamo così, tanto i bambini li tengo io, perciò porto anche gli zii...a che ora arrivano i tuoi suoceri?"
cos'è una domanda trabocchetto?!?
"verso le 16.30 perchè?"
"no, è che pensavo che magari visto che ci sono anche loro, e voi farete tardi, potremmo mangiare tutti da te"
lo sapevo, lo sapevo, mi viene voglia di urlare
invece rispondo serafica "mi sembra un'ottima idea, allora ci vediamo dopo"
ore 17.45 dopo uno slalom degno dei migliori campioni di sci, Lellella entra in casa, pronta a riuscirne immediatamente accompagnata dall'avvocato, nonna Fiore (la madrina) e nonno Saro (il padrino).
ore 18.00 S.Messa dato che domani verrà impartito solo il sacramento.
ore 18.50  discorsetto e riflessioni del prevosto sull'importanza del sacramento che verrà celebrato domani
ore 18.55 avvocato a Lellella, sottovoce, "perciò mangiano tutti a casa nostra?"
Lellella ad avvocato, sempre sottovoce, "sì, mia madre mi ha incastrato!"
ore 19.20 liberi tutti, si torna a casa.
ore 19.35 piccole indecisioni
"ma che dite prendiamo le pizze? oppure andiamo al ristorante?" chiede nonna Fiore rivolta all'avvocato e ai con-suoceri
"ma volendo...."inizia l'avvocato
e no! adesso basta!
"direi che è meglio ordinare le pizze e farcele portare" rispondo pronta
ore 20.00 avete presente il film Mamma ho perso l'aereo? soprattutto la confusione che c'era in quella casa la sera prima della partenza? Beh, la nostra casa è nelle stesse condizioni, non so se sopravviverò fino a domani...




giovedì 24 settembre 2009

La tia spagnola

giovedì, 24 settembre 2009

La tia M., la sorella di Lellella, vive e lavora in Spagna e precisamente a Siviglia.
Da quando vive lì (ormai tre anni), è diventata una sorta di eroina agli occhi della dolce Ariel.
La tia arriva come una ventata di aria fresca nella monotona vita della bambina, generalmente carica di doni, per lo più fantasiosi.
"mamma, mamma, guarda?" dice Ariel irrompendo in cucina con addosso un improbabile costume da Sirena
"bello, cos'è?" chiede la mamma continuando a tagliare le carote
"è il costume della Sirenetta, me lo ha regalato la tia e guarda c'è anche la coda" risponde entusiasta Ariel seduta sul pavimento, intenta a cercare di indossarla
"bello, ma non saltellare che puoi cadere!" dice Lellella mentre Ariel incurante saltella verso la sua cameretta con ai piedi la coda da sirenetta.
"e la zia mi ha portato anche le pietre" urla Ariel
"le pietre?! la zia ti ha regalato le pietre?" chiede Lellella un pochino preoccupata.
Insomma essere un pochino naif va bene ma regalare delle pietre. Urge discorsetto con la sorellina.
"Ariel, mi fai vedere le pietre che ti ha regalato zia?"
"certamente mamma, guarda, mi ha regalato l'ametista perchè è la mia pietra, l'occhio di tigre perchè mi fortifica, l'agata perchè mi piaceva tanto e i lapistrazzuli" dice Ariel seduta sul pavimento con ancora ai piedi la coda da sirena e circondata da pezzi di pietre grezze, "anche se mamma, non so perchè mi ha regalato questi lapistrazzuli, a me non piacciono ma non le dico niente perchè la prossima volta mi porterà il quarzo rosa, e sai, mamma, quello è proprio bello, ce l'ha anche la nonna!"
"anzi, mamma, facciamo così, questi lapistrazzuli li mettiamo nel cesto dei giochi del Piccolo Principe, tanto lui ancora non è capace di prendere niente" dice Ariel mentre nasconde le due pietrine nel cesto del fratello.
"e se la zia ti chiede le pietre" chiede la mamma
"io le dico che sono bellissime, che mi sono piaciute tanto ma che è necessario conservarle in un luogo sicuro, altrimenti possono perdersi o peggio possono venire i ladri a rubarle" risponde la diabolica Ariel, "comunque mamma, ora gioco con le Winx, va bene?"
"va bene, tra poco, però, si mangia" risponde Lellella affascinata dal ragionamento e sempre più convinta dell'unicità della bambina.
Infondo, pensa, non è necessario fare nessun discorso alla sorella, perchè Ariel è perfettamente in grado di cavarsela da sola.


mercoledì 23 settembre 2009

Piccole gelosie

mercoledì, 23 settembre 2009

"Lo sai Ariel che domani arriva la zia?" dice mamma Lellella alla dolce Ariel mentre le pettina i capelli
"Ahi, mi hai fatto male!" si lamenta Ariel che proprio non sopporta essere pettinata e poi "davvero arriva la zia? e come mai?"
"beh, lo sai che domenica c'è il battesimo di tuo fratello" risponde la mamma
"ah, è vero" risponde Ariel
"ma come, non sei contenta?"
"certo mamma che sono contenta, ma non posso mica suonare le campane!"

Ebbene sì, anche la dolce Ariel è gelosa di suo fratello, gelosa di aver perso il primato di figlia unica e coccolata da tutti, gelosa di dover dividere la mamma con un altro essere, gelosa di dover divide le attenzioni con un maschio, tra l'altro, un Piccolo Principe...perchè infondo lei voleva una sorellina, o come diceva già a 2 anni una femmina come io.

martedì 22 settembre 2009

Il Bimby

martedì, 22 settembre 2009

prima di un anno fa, cioè prima di regalarlo, insieme a due coppie di amici, come dono nuziale, a Roberta e Beppe, Lellella non aveva mai visto il Bimby.
Anzi, non lo aveva mai sentito nominare e non poteva neanche lontanamente immaginare che le donne e mogli moderne potessero impazzire per un robot da cucina (orrore! ho chiamato il Bimby robot da cucina!) tanto da portarselo perfino in vacanza.

Ma da allora ne è passata di acqua sotto i ponti...

Le due amiche che con Lellella avevano regalato il Bimby alla Roberta, sono state risucchiate nella sua orbita di "fanatica Bimby" e l'impensabile è diventato realtà...lo hanno comprato anche loro!
"perchè sai il Bimby ti risolve la serata, in quattro e quattrotto, riesco a servire una cena, dal primo al dolce, per 6/8 persone tornando a casa alle 7 di sera" (Ivana)
"non sai come è comodo...ieri avevo a casa gli amici del Richy e in 10 minuti gli ho preparato il gelato, ed era buonissimo!" (sempre Ivana)
"sai, Lellella, al mio Andrea, cucino le pappe lì, risparmio e poi so cosa metto!" (Simona)
Perciò, Lellella, stufa di essere l'unica a non apprezzare le enormi potenzialità del Bimby, decide di concedere il beneficio del dubbio sia alle sue amiche che al fantomatico elettrodomestico, ma non si limita a partecipare ad una dimostrazione, la organizza.
E sì, perchè il Bimby non si compra nei negozi, ma solo e unicamente da una presentatrice.
Ed è dalla cara Loredana che Lellella impara che il Bimby non è un semplice robot da cucina ma un vero e proprio alleato, una sorta di super-eroe.
Infatti con la sola forza di un motore e di un boccale, il Bimby emulsiona, monta, manteca, omogenizza, impasta, grattugia, trita, frulla, cuoce e anche a vapore ed ha incorporata una bilancia digitale di estrema precisione e poi...taratata: fa anche il caffè!
Proprio così, macina i chicchi di caffè, come in una vera torrefazione! Vuoi mettere la differenza di berti un caffè appena macinato e tostato!
E la convenienza di preparare tutto da te, compresa la marmellata, senza stare ore a rimestare sui fornelli, o il sugo di pomodoro, senza usare il passa-verdure, o il purè senza bollire e schiacciare le patate, la besciamella, il risotto, o gli omogeneizzati del Piccolo Principe, o il gelato, o il pane... ma quando mai Lellella aveva preparato il pane!!
Il tutto senza sporcare una pentola, perchè il bello è che non si usano i fornelli.
Insomma, forse a conti fatti  la Roberta, l'Ivana e la Simona non avevano torto, il Bimby ti semplifica la vita e magari potrebbe far comodo anche a me!

lunedì 21 settembre 2009

L'infinito

domenica, 20 settembre 2009

Domenica, la famiglia La Massa al completo più genitori di Lellella ha partecipato alla festa della piccola Gaia.
Gaia di nome e di fatto è la figlia di una delle cugine di Lellella. Cugina che abita in Piemonte vicino a Torino.
Ora dovete sapere che tale cugina predilige le ambientazioni bucoliche, generalmente agriturismi, provvisti anche di animali.
Nulla di male se non fosse che i luoghi scelti sono generalmente lontani anni luce dalla città, con la conseguenza che per arrivarci si debbano fare chilometri e chilometri.
Questa volta la destinazione è Villanova d'Asti.
E considerato che i nostri eroi arrivano da Milano, capite bene che l'impegno è notevole! Soprattutto per il ritorno a casa!
Se poi la bella e suggestiva location corredata da cavalli, pony, galline, maiali, ecc..., è poco apprezzabile causa la tarda sera e la pioggia, ci si chiede se il gioco valga davvero la candela.
Comunque a parte il posto, è sempre la compagnia che fa la differenza, ed è sempre bello ritrovarsi tutti insieme, come ai vecchi tempi, come da bambini, come a Natale a casa della nonna...

...e mi sovvien l'eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva e il suon di lei.
Così tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m' è dolce in questo mare.

PS. come avrete notato mi piacciono le citazioni

giovedì 17 settembre 2009

La premiata ditta G.&G.

giovedì, 17 settembre 2009

Con la nascita del Piccolo Principe mamma Lellella, seppure a malincuore, ha accettato l'idea di farsi aiutare nel menage familiare da una tata e da una collaboratrice domestica ( ovvero baby-sittercolf per chi mastica l'inglese).
In verità l'avvocato ha salutato questa mia decisione con danze e grida di giubilo, erano anni, infatti, che tentava di convincermi a questo passo..
"non si può essere così schiavi della casa!" questo il suo rimprovero più ricorrente - oppure "ma se certe cose non le facciamo adesso quando dovremmo farle?, e poi perchè non si fanno, perchè devi fare i mestieri?!"- o ancora - "assurdo tutti i fine settimana bisogna pulir casa, e che siamo così zozzoni?", "scusa amore, ma perchè ti ostini a voler fare tutto da te, ormai la colf ce l'hanno tutti..."
Ma io stoica e incurante ho sempre evitato, fiera di essere una specie in via di estinzione, così tra lavoro, casa e Ariel, la settimana passava e senza quasi accorgersene era di nuovo lunedì.
Finché anch'io ho dovuto capitolare, arrendermi all'evidenza dei fatti: con una pancia enorme, abitata da un provetto calciatore, era diventato difficile anche solo fare le scale di casa, figurarsi salire sulla scala per lavare i vetri o fare la trottola seguendo i vari impegni di Ariel.
Urgeva una decisione.
Così grazie ad un efficace passaparola, vantaggio indiscutibile dell'abitare in piccoli centri, subito dopo Pasqua si presentano alla porta di Casa Lellella nell'ordine Giusy e Giovanna: Giusy come tata e Giovanna come aiuto domestico.
E da allora Lellella ha capito cosa realmente intendesse Milan Kundera con leggerezza, e che farsi aiutare infondo non è poi una sconfitta.
Grazie all'aiuto o alle coccole di Giusy e di Giovanna, Lellella è rinata.
E gli effetti della premiata ditta G.&G. (nome coniato dall'avvocato), non hanno tardato a manifestarsi e sono stati miracolosi.
Vuoi mettere il lusso di potersi riposare perchè tanto con Ariel ci gioca la tata, o poter leggere un libro, o uscire tutti insieme senza il pensiero stirare, o aver voglia di torta alle fragole ed essere accontentate con una torta di fragole fatta in casa, o poter allattare senza preoccuparsi dell'orario perchè tanto Ariel torna a casa dall'asilo con Giusy, o essere esausti perchè si è passata una notte in bianco a causa delle coliche del Piccolo Principe e trovarsi il pranzo pronto e il bambino già lavato e cambiato?!
Ma le paghi..direte voi.
Certo:
1 ora di Giusy: X euro
1 ora di Giovanna: Y euro
Essere così coccolata e sostenuta: non ha prezzo, veramente NON HA PREZZO.

lunedì 14 settembre 2009

E si ricomincia

lunedì, 14 settembre 2009

...e si ricomincia, quest'anno sotto la pioggia.
La dolce Ariel con il suo zainetto di Minnie e il suo nuovo taglio di capelli corto di cui tanto è orgogliosa e che tanto la rende più grande. O forse è proprio più grande, più alta, più magra, con la faccia meno da bambina...possibile che sia cresciuta così tanto durante quest'estate? quest'estate in cui la mamma è stata un pochino più distratta nei sui confronti, causa un piccolo fagotto con faccia d' angelo che tutti chiamano Piccolo Principe?!
Beh, infondo ha quasi 5 anni, penso (o meglio, "veramente 4 anni e 7 mesi" come ama dire lei) e poi l'anno prossimo farà la prima elementare!
Ma oggi è ancora alla scuola materna.
Stessa classe, verde, stesso armadietto, stessi amici ma... nuova maestra!
"Ciao a tuttiii" urla Ariel correndo ancora prima di arrivare alla porta
"Ciao a tut...e tu chi sei?" chiede Ariel davanti ad una figura sconosciuta
"Ciao, io sono Erika e sono la nuova maestra", risponde
"...e la Paola?" chiede Ariel piuttosto preoccupata
"Paola è andata in un'altra scuola e quest'anno ci sarò io con voi"
"Ah", risponde Ariel
"Mamma, hai visto che non c'è più la Paola? e quella è la nuova maestra" mi spiega Ariel venendomi incontro
"Sì, ho visto" dico, cercando di non dar peso alla cosa. "hai visto se A. ( compagna del cuore) è già arrivata?" chiedo cambiando argomento.
"Sì, A. è già in classe"
"E allora cos'è quella faccia, non sei contenta di rivedere A. e tutti i tuoi compagni?"
"Sì che sono contenta, ma volevo rivedere anche la Paola"
"Amore, hai sentito che Paola è andata in un altra scuola, ora c'è Erika..."
"lo so mamma, ma la Paola io la conosceva già, mi ero abituata...e poi la Paola è la Paola"
"Vedrai, amore che anche Erika ti piacerà" dico forse poco convinta, ma poi riprendendomi "diamole una possibilità, vuoi?"
"Va bene mamma, ti voglio bene" risponde la mia dolce Ariel abbracciandomi prima di entrare in classe
"Anch'io" rispondo salutandola

Adesso io mi chiedo cara ministra dell'Istruzione, cara Mariastella Germini, questa tanto sbandierata lotta agli sprechi della scuola, questa fantomatica migliore organizzazione dei mezzi e delle risorse, in nome di una scuola migliore e più efficiente, vale i sospiri e le preoccupazioni di una bambina di 4 anni e 7 mesi?!
E non venga a dirmi, cara Mariastella, che i bambini fanno in fretta ad adattarsi e ad abituarsi, perchè l'affetto e la fiducia non sono così scontati...soprattutto a questa età.
La scuola, non è solo un edificio asettico, e il personale didattico, non è solo personale pubblico.
Cara Mariastella, la scuola è vita, e gli insegnanti dovrebbero essere aiutati, perchè sono loro che hanno il compito di educare le nuove generazioni! E questo non è compito da poco...

Meditate gente meditate (come diceva qualcuno).


Una domenica a Morimondo...

domenica, 13 settembre 2009

Metti una domenica di fine estate, con quell'arietta tipicamente settembrina, mettici una bella comitiva di amici con figli al seguito, e una location da togliere il fiato (una chiesa che si staglia in mezzo ad una collina circondata da prati verdi), mettici anche una tra le più belle e suggestive abbazie del periodo medioevale - che il nutrimento per lo spirito ha comunque la sua importanza - e veramente
Ti illumini d'immenso!

sabato 5 settembre 2009

Quattro mesi

venerdì, 4 settembre 2009

Ti riconosce, si gira quando lo chiami, afferra tutto ciò che è alla sua portata, ride, si arrabbia, punta i piedi quasi a volersi alzare, sta già dritto come un bambino grande, gorgoglia, a volte sembra chiamarti o volerti rispondere e adora l'acqua...
Ecco il Piccolo Principe: quattro mesi non sentirli e tutta una vita davanti!
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